Primo incontro del Club di lettura in lingua italiana presso la Casa per anziani “Domenico Pergolis” Rovinj-Rovigno
Rovigno, 14 aprile 2026
Primo incontro del Club di lettura in lingua italiana per i fruitori della Casa di riposo „Domenico Pergolis“ di Rovigno
- Saluti e breve presentazione
- Il metodo Montessori per gli anziani fragili e il potenziale terapeutico di storytelling e narrazione
- L’approccio montessoriano colloca l’operatore nella condizione, ogni giorno, di permettere l’emersione dell’altro mettendolo al centro del contesto che vive e affinando lo sguardo di chi lo segue. Montessori non è solo il materiale o lo spazio allestito, non è la scatola ben disposta, o il legno utilizzato per fabbricare alcuni materiali; se così fosse si esaurirebbe tutto nell’azione stessa, seppur importante. Montessori è entrare e saper stare in relazione con le modalità che le storie narrano.
- Perché parlare del metodo Montessori tramite le storie? Perché l’atto del narrare è parte integrante della nostra vita e ci permette di comunicare direttamente con la sfera emotiva di chi legge e di chi ascolta. Le storie aiutano a immedesimarsi, a coinvolgersi, traendo spunto e stimoli per la propria quotidianità. Le storie, se lette in solitudine o assieme ad altri, creano benessere e, nelle persone anziane, rimandano a tradizioni culturali a cui si era abituati.
- L’osservazione è l’elemento trasversale di ciascuna storia e diventa lo sguardo di chi attende, di chi comprende, alimenta, predispone, facilita, si corregge, si interroga, condivide e, allo stesso tempo, di chi vive, si cimenta, si esprime, si re-inventa e si impegna.
Anna e i suoi libri
La giornata di Anna è stata lunga.
L’ha passata a sistemare la sua libreria, a spolverare e a mettere in ordine i libri che erano fuori posto. Dopo cena si è adagiata sulla sua poltrona in salotto e ha cominciato a sfogliare uno dei suoi tanti libri illustrati.
Anna ha sempre molto amato leggere e sin da bambina, non appena riceveva in regalo qualche monetina, chiedeva ai suoi genitori di poterla spendere per acquistare dei libri.
Soprattutto libri illustrati, con colori e immagini che la facevano sognare. Anna aveva così imparato a nutrire la sua immaginazione e da adulta, divenuta maestra, era stata capace di trasmettere ai suoi bambini la passione per la lettura.
Ora, a distanza di 20 anni dalla sua ultima lezione a scuola e mentre sfoglia quel libro illustrato, ritrova la stessa gioia provata da bambina quando aveva tra le mani un nuovo libro e, perdendosi nei suoi ricordi, sorride.
Poco dopo si alza, ripone il libro nella libreria e si prepara per la notte. Il giorno dopo Anna si sveglia e compie i suoi soliti rituali, entra in bagno per pettinarsi, raccogliersi i capelli e rinfrescarsi il viso.
Per andare in cucina a fare colazione passa davanti al salotto, dà una occhiata alla sua libreria come se volesse assicurarsi che sia tutto in ordine e va a prepararsi un caffè.
Quei libri così ben riposti nell’ampia libreria raccontano la sua vita e scandiscono momenti importanti: i compleanni, le gratificazioni personali, un giro in centro con le amiche, i viaggi con il marito, gli scambi di letture con i colleghi, le giornate in biblioteca, la nascita dei suoi due figli e la loro gestione, il giorno del suo matrimonio, il primo giorno di lavoro, il diploma, le scuole medie, la quinta elementare… e così via, in un percorso a ritroso attraverso tutti quei momenti in cui si è comprata o le hanno regalato un libro.
Così funziona la vita, e Anna lo sa.
I pensieri legati alle cose attuali ogni tanto si perdono, qualche parola sfugge, ma il ricordo degli istanti più significativi della sua vita rimane e ogni libro risveglia la sua memoria.
Anna si domanda spesso dove potranno andare a finire i suoi libri quando lei non ci sarà più. Pensa a quando non sarà più in grado di metterli in ordine… e mentre questi pensieri malinconici sembrano prendere il sopravvento, Anna cerca una soluzione ora, praticabile e perseguibile in questo momento.
Qualche anno prima sua figlia maggiore, insegnante come lei, le aveva suggerito di fare qualcosa per i suoi libri, di cominciare a liberarsene un po’ alla volta, togliendo quelli più vecchi, proponendosi di aiutarla.
Ma Anna voleva farlo da sola e dare una collocazione diversa a quei cari «amici». Così nel pomeriggio decide di mettere mano ai libri che hanno segnato i momenti più importanti della sua vita: «Ne sceglierò uno per ogni momento», pensa Anna mentre comincia a prenderne alcuni dalla libreria.
«Perché mai dovrei rimanere con il pensiero di chissà cosa sarà di loro quando non ci sarò più, o lasciarli tutti ad altri che magari li butteranno senza capirne il significato? Meglio che decida io a chi darli!».
Tutti narrano storie interessanti ma alcuni, al di là della storia che presentano, scandiscono momenti importanti della sua vita. Mentre si ritrova a fare questo lavoro e a riporli in una scatola, sulla quale ha scritto «Libri della vita», pensa a chi vorrà destinarli e il pensiero la rende più serena.
Un libro per ogni momento e ogni momento per una persona. Questo mettere ordine e associare un libro a ciascuno le dà una grande spinta arrivando a sera senza accorgersene.
Il giorno dopo Anna torna al suo lavoro di sistemazione ma si accorge che l’aver messo in un’unica scatola tutti i libri la disorienta. Decide così di prendere più scatole sulle quali, sul davanti e in bella vista, annota il nome delle persone a cui destinerà i libri.
In questo modo Anna terrà traccia del lavoro e non si dimenticherà a chi destinarli. Questo lavoro accompagna Anna per alcune settimane fino a quando le rimangono un centinaio di libri che decide poi di destinare alla biblioteca comunale e alla biblioteca del Liceo del suo quartiere.
In questo modo, pensa Anna, queste storie continueranno a vivere e io con loro!
Introduzione
Il racconto che abbiamo appena ascoltato ci parla di Anna e dei suoi libri, ma in realtà racconta qualcosa che riguarda un po’ tutti noi.
Ogni libro, ogni oggetto, ogni fotografia può diventare una piccola chiave che apre la porta dei ricordi: momenti felici, persone care, esperienze che hanno segnato la nostra vita.
Come Anna, anche noi custodiamo storie preziose, fatte di emozioni, di incontri e di ricordi che ci accompagnano nel tempo.
Oggi, attraverso alcune semplici domande, proveremo a condividere insieme questi ricordi, a raccontarli e magari a scoprire che, anche nelle piccole cose, si nasconde una parte importante della nostra storia.
Prendiamoci quindi qualche minuto per parlare, ascoltare e ricordare insieme.
Domande per avviare la conversazione
Ricordi personali e rapporto con i libri
- Avete mai avuto un libro a cui eravate particolarmente affezionati? Quale e perché?
- Da bambini vi piaceva leggere? Chi vi ha trasmesso la passione per i libri o per le storie?
- Ricordate il primo libro che avete comprato o ricevuto in regalo?
- C’erano libri o riviste che si leggevano spesso in famiglia?
Libri e momenti della vita
- Se doveste scegliere un libro che rappresenta un momento importante della vostra vita, quale sarebbe?
- Ci sono oggetti, non solo libri, che per voi custodiscono ricordi speciali?
Condivisione e memoria
- Avete mai regalato un libro a qualcuno con un significato particolare?
- Secondo voi, è importante lasciare qualcosa di sé alle generazioni più giovani, come ha fatto Anna con i suoi libri?
- Che cosa vi piacerebbe che i vostri figli o nipoti ricordassero di voi?
Emozioni e riflessioni sulla vita
- Vi è mai capitato di pensare a che fine faranno le vostre cose più care?
- Mettere ordine tra i ricordi vi dà serenità oppure un po’ di malinconia?
- Qual è un ricordo della vostra vita che vi fa ancora sorridere oggi?
Domanda finale, più leggera e conviviale
- Se doveste scegliere un titolo per il libro della vostra vita, quale sarebbe?
Grazie per la vostra preziosa attenzione!
Buona giornata!
Roberta Ugrin
Maria Montessori riteneva che il raggiungimento della libertà fosse strettamente interconnesso al concetto di indipendenza. Il rispetto per se stessi è strettamente correlato a questo principio e la persona, sentendo che, attraverso la libertà di svolgere un’attività desiderata, le viene riconosciuto valore e rispetto da parte di chi le sta intorno e che viene stimolata a esprimere liberamente le proprie inclinazioni e pensieri, capisce di avere valore, un valore fondamentale per la sua vita, anche per quella della terza età.